Gjergj Fishta - La lingua albanese

La lingua albanese, poesia di Giorgio (Gjergj) Fishta

La lingua albanese - Gjergj Fishta


Qual canto dell' augel di primavera
Che gorgheggi tra il verde dell' Aprile;
Quale una dolce brezza che, leggera,
Le rose sfiori con bacio gentile;
Come l' onda del mare che, sonante,
A frangersi sul lido corsa sia:
Qual saetta o tremuoto rimbombante
Tale è la lingua nostra d' Albania.

Ah sì soave é mai questa favella,
Come soave è il sonno in un fanciullo
Come luce che dà speme novella
Come letizia in cui non vi sia nullo
Ascoso senso di malizia. Pare
Nell' udirla, sentire un cherubino
Le ali lievi nei cieli disiegare
Per farsi ai santi cori più vicino.

Ah maledetto sia quell' albanese
Che questa lingua dataci da Dio
Retaggio sacro del nostro paese
Lascia cader dei figli nell' oblio;
E si possa la bocca disseccare
A chi va tale lingua dileggiando
A chi esotico idioma piace usare
Senza motivo il proprio trascurando.

In albanese ci ebbero a insegnare
Le nostre madri sino dalla cuna
Ch' esiste un Dio che noi dobbiamo amare
Un Dio che dié la vita a noi e ad ognuna
Creatura umana, un Dio che l' Albania
Agli albanesi in dono volle dare
Perchè gli anni s' avranno a avvicendare.

Ed anche noi nell' alba della vita
Quando ancor le farfalle per i prati
Inseguivamo, nella lingua avita
Per la prima volta abbiam cantati
I patrii canti: l' armi rievocando
Che in mano agli albanesi fiammeggiarô
E quelli uomini prodi celebrando
Che alla Fede e alla Patria s' immolarô.

Tal lingua usò Alessandro per cui era
Piccolo il mondo a contenerne il regno
Lui, dal cui furor niun scampo v' era
E che alla terra impose quale segno
Della potenza sua leggi gravose;
E in albanese pure alle sue prodi
Schiere parlò Castriota, alle famose
Schiere che sempre avran mèsse di lodi.

Dunque, albanesi, qualsivoglia sia
La Fede che nel cuore voi onorate
Sia che in cittade o in monte il luogo stia
Ove nascete - Geghi o Toschi siate -
Mai il vostro idioma trascurar dovete,
A serbarlo badate: sin che i fieri
Usi vostri e la lingua serberete
Il pié terran lontano gli stranieri.

Da questa lingua il mondo intero poi
Conoscerà la vostra stirpe forte
E dei veri albanesi vedrà in voi,
Prodi e sprezzanti pure della morte.
Se dunque voi sinceramente amate
I vostri monti e prati e la Malsia
Ad una sola voce oggi inneggiate:
Con la sua lingua - Viva l' Albania! -

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- Poesia "Gjuha Shqype" di Padre Gjergj Fishta. Tradotta dall'albanese da Jolanda Guazzoni Kodra nel 1942. Il ritratto da Luan Jakupi.
Leggi questa poesia in albanese: [ Gjuha Shqype ]

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